
Come ha detto Kevin Kelly (uno dei fondatori della rivista Wired) “The only factor becoming scarce in a world of abundance is human attention – L’unico fattore che scarseggia in un mondo di abbondanze è l’attenzione umana”.
Io sono completamente d’accordo con lui.
Oggi l’attenzione media dell’uomo è di meno di 10 secondi, siamo sempre più distratti e sovrappensiero. Questa disattenzione entra anche nelle nostre attività lavorative: il 36% del tempo lavorativo viene sprecato dalle distrazioni digitali.
La situazione peggiora, arrivando al 40%, se aggiungiamo quelle di tipo interno.
Un altro problema è l’abuso del “multitasking”, di cui ho parlato in altri miei articoli, il quale comporta una diminuzione dell’attenzione e la perdita di concentrazione. Per tornare al nostro focus originaleil nostro cervello impiega 23 minuti.
Ma come siamo arrivati a questo? Abbiamo sempre più lavoro da fare, non vi sono più “orari d’ufficio” precisi, si lavora anche in pausa pranzo e non c’è più la “fase di distacco”. Quello che dobbiamo imparare a fare, quindi, è gestire meglio la modalità 24/7: all’evoluzione e alla velocità del digitale bisogna accostare una profondità dell’uomo, per poter lavorare al meglio.
Una delle maggiori distrazioni è causata dall’e-mail: perché trascorriamo tanto tempo ad occuparci di queste? Per abitudine, che si compone di tre step: trigger, azione e ricompensa. I trigger, che possono essere esterni (la notifica) o interni (la noia, la frustrazione etc), portano a compiere un’azione, che a sua volta ci restituirà una ricompensa variabile. È sulla base di questa abitudine che noi mettiamo in atto determinati comportamenti.
E’ importanza conoscere le nostre abitudini perché solo così è possibile trasformarle, in modo da provocare comportamenti desiderati. L’attenzione, perciò, sta diventando la nuova moneta di scambio, ed il nuovo superpotere è diventato quello di essere indistraibili.
Il segreto? Essere equilibrati tra le trazioni (azioni che ci permettono di raggiungere i nostri obiettivi) e le distrazioni (quelle che ci fanno allontanare da essi) e usare in modo meticoloso il nostro tempo.

Raffaele Forgione